ricette vegane, senza glutine e un po' della mia vita

Classici SCONES all'uvetta, ovviamente vegan

Sfogliando una rivista di arredamento, penso fosse Marie Claire Maison, mi sono imbattuta in un servizio sul come ricevere ospiti per un brunch o un più romantico tea delle cinque. Tovaglie, tovagliette, piatti di porcellana, tovagliolini di lino, il bricchino per il latte, la caraffa per il caffè, marmellatine fatte in casa, piccoli sandwiches salati e piccoli muffin, biscotti e scones disposti su preziose alzatine. La padrona della casa al centro del servizio era incredibilmente in ordine, riposata, sorridente e in alcune foto compariva alle prese con una salsina viola - sì sì viola - con addosso una camicia bianca. Nessuno schizzo, nessuna patacca. Voglio diventare come lei, immune dal caos che produce la preparazione di una "merenda" per una decina di amiche.
Avendo io un animo più nordeuropeo che non mediterraneo, sono sempre stata devota al rito del tea che un tempo consumavo con mia madre, sostenitrice di tutto ciò che è e fa british, compreso l'umorismo. Attualmente trascorrendo le famose cinque del pomeriggio in auto, rientrando dal lavoro, ho posticipato il tutto di una mezz'ora, un'ora, se il traffico è intenso. Quando al contrario sono in ferie, la questione cambia: preparo la tavola, il tea con il latte senza zucchero e qualche dolcino di accompagnamento. L'altro giorno mi sono cimentata nella preparazione degli scones. Ho preso la ricetta dall' ottimo libro The joy of vegan baking di Colleen Patrick-Goudreau.
Ingredienti:
1 1/2 cucchiaino di Ener-G Replacer (equivalente di un uovo)
2 cucchiai di acqua
2 1/2 tazze di farina
1/3 tazza di zucchero
4 cucchiaini di lievito
1/2 cucchiaino di sale
3/4 tazza di margarina
1 tazza di uvetta
1/2 tazza di latte
Altro latte o acqua se necessario
2-3 cucchiai di latte da spalmare sugli scones
Cannella e zucchero

Accendere il forno a 220°. Posizionare un foglio di carta da forno su una teglia.
Mescolare l'Egg Replacer con l'acqua fino ad ottenere un composto morbido. Lasciare riposare.
In una terrina grande unire la farina, lo zucchero, il lievito e il sale. Aggiungere la margarina tagliata a pezzettoni e amalgamare il tutto. Lavorare con le mani. Dovrà risultare pasta "sbriciolosa" non compatta e liscia. Unire l'uvetta. A questo punto versare il latte e l'egg replacer. Mescolare velocemente con la mani o un cucchiaio di legno. La pasta continuerà ad essere appiccicosa. Formare una sorta di palla su una superficie leggermente infarinata. Dargli una forma più rettangolare (alta più o meno 1.3 cm). Tagliare dei triangoli e posizionarli sulla carta da forno. Spennellarli con il latte e distribuire un po' di zucchero e cannella. Infornare per una quindicina di minuti o comunque fino a quando la superficie è ben dorata.
Vanno serviti tiepidi magari accompagnati da un po' di marmellata (la mia è di arance siciliane, rigorosamente home made).
Ok la foto qui sotto è stata scattata la mattina a colazione.

Le mie piantine che si affacciano sulla sala da pranzo.
Ah oggi terminerò finalmente il tatuaggio della madonna di guadalupe meets la mia gatta domino. Domani le foto!

Funeral diner e queer festival

Oggi è stata una giornata un po’ speciale. Tutta la mia famiglia si è ritrovata, cugini e nipoti compresi, per ricordare e festeggiare mia nonna che, sig!, non c’è più. Una festa appunto, ma soprattutto una gran mangiata nonostante i quaranta gradi e l’afa al mille per cento.
Per l’occasione ho preparato una torta dai sapori esotici, la TORTA COCCO & LIME.
Servono:
1 ½ tazza di zucchero
2/3 tazza di olio di mais
400 gr di latte di cocco
¼ tazza di latte di soia/riso
¼ tazza di succo di lime
3 cucchiaini di buccia di lime
2 cucchiaini di vaniglia
3 tazze di farina
2 cucchiaini di lievito
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di sale
1 ½ tazza di cocco disidratato
zucchero a velo

Accendere il forno a 175°. Unire lo zucchero, l’olio, il latte di cocco, il latte di soia, il succo di lime, la buccia di lime e la vaniglia. Mescolare. Aggiungere gli ingredienti secchi, farina, lievito, bicarbonato e sale. Infine incorporare il cocco. Versare il composto nella tortiera. Cuocere per circa 1 ora. Una volta raffreddata cospargere di zucchero a velo. Io, visto la temperatura, per evitare che lo zucchero si sciogliesse ho preferito cospargere la torta con altro cocco.

Ecco qui le mie zie tra cui mia mamma, sei sorelle, wow.

Sono molto affezionata a questa ricetta perché A. ed io la scrivemmo nella zine per il nostro corso di cucina vegana che tenemmo in un queerfestival ad Oslo nell'aimè lontano 2008. Nostalgia.





Spaghetti con le melanzane e peperonata lussuriosa

Altro amico, altra cena, altre ricette. Ormai vi sto viziando.

SPAGHETTI CON LE MELANZANE
Spaghetti
Olio d’oliva extravergine
Aglio
Melanzane tagliate a dadini
Sale
Peperoncino
Prezzemolo fresco

Versare un paio di cucchiai d’olio in un tegame, meglio se antiaderente. Far imbiondire l’aglio quindi versare le melanzane. Salare e lasciare cuocere. A cottura quasi ultimata cospargere il peperoncino (quantità a piacere). Nel frattempo si saranno cotti al dente gli spaghetti. Freddarli sotto l’acqua corrente e poi condirli con le melanzane e un bel po’ di prezzemolo fresco. Servire.

PEPERONATA LUSSURIOSA
4 peperoni rossi (o 2 rossi e 2 gialli) puliti e tagliati a striscioline
Olio d’oliva extra vergine
Sale
1 cucchiaio di uvetta
12 mandorle pelate e tagliate a scaglie
Tofu (facoltativo) tagliato a cubetti (bollito per 1 minuto)
1 cucchiaio di aceto di mele
3 cucchiai di passata di pomodoro

Versare tre cucchiai d’olio in un tegame. Quando è l’olio è caldo versare tutti peperoni. Salare, farli un po’ appassire quindi aggiungere l’uvetta, le mandorle, il tofu, l’aceto e la passata di pomodoro. Mescolare e risalare. Lasciare cuocere con coperchio finché i peperoni sono ben teneri e il tutto risulta comunque amalgamato.
Far raffreddare e servire. È buonissima tiepida.


Buona serata. Love.


Riso basmati al cocco e insalata greca un po' speciale


Questi due piatti risalgono a una cena di circa tre settimane fa.

RISO BASMATI AL COCCO, ingredienti per 4 persone:
400 gr di riso basmati
225 ml di latte di cocco
800 ml di acqua
2 cucchiai di cocco disidratato
½ cucchiaino di sale
1 lime
½ cucchiaino di olio di cocco o d’oliva

Ungere la pentola con un po’ d’olio. Versare l’acqua, il cocco disidratato, il sale e il latte di cocco. Cuocere a fuoco medio-alto, girando di tanto in tanto. Quando l’acqua inizia a sobbollire, abbassare la fiamma, coprire con un coperchio a far andare per circa 15 minuti o fino a quando il riso non abbia assorbito quasi tutta l’acqua. È importante che l’acqua sia sempre in quantità doppia rispetto al riso, in modo che possa essere assorbita senza dover ricorrere allo scolapasta. Terminata la cottura, spegnere il fuoco e lasciare la pentola chiusa sul fornello per altri 5 minuti. Prima di servire, mescolare ancora e aggiungere un po’ di succo di lime.

INSALATA GRECA UN PO’ SPECIALE, ingredienti per 2 persone:
1 fetta di tofu
1 cetriolo croccante
10 pomodorini meglio se datterino
8-10 olive nere
1 cipolla piccola
foglie di basilico fresco
olio extra vergine d’oliva
sale e pepe

Scaldare una padella antiaderente su fiamma vivace e farci saltare brevemente la fetta di tofu tagliata in due metà. In alternativa, grigliare il tofu per un minuto circa per lato su una griglia di ghisa molto calda. Nel frattempo preparare i piatti. Lavare i pomodorini e tagliarli a metà. Sbucciare il cetriolo e affettarlo a rondelle sottili. Tagliare a rondelle anche la cipolla. Lavare le foglie di basilico.
Mettere il tofu al centro di ciascun piatto e ricoprirlo con gli altri ingredienti, terminando con le olive. Un po’ d’olio d’oliva, sale e pepe e servite.



Riso speziato e dolcetti dell’improvvisazione

La ricetta di questo riso speziato agli anacardi e funghi l’ho trovata in una rivista inglese “Vegetarian living” nella quale vengono pubblicate diverse ricette tutte vegetariane e vegane e per quelle vegetariane è sempre indicato il modo per veganizzarle. Fantascienza pura.
Partiamo con il riso. Occorrono:
2 cucchiai d’olio d’oliva
75 gr di anacardi
1 cucchiaio di semi di cumino
½ cipolla pelata e affettata sottilissimamente
peperoncino paprika o qualunque altra spezia piccante abbiate in casa
sale
coriandolo macinato
250 gr di funghi puliti e affettati
2 pomodori pelati e tagliati e dadini molto piccoli
coriandolo fresco
prezzemolo fresco
½ tazza di riso basmati

Tostare gli anacardi nell’olio poi versarli su un piatto con della carta assorbente. Nello stesso olio far saltare i semi di cumino, aggiungere la cipolla e far cuocere 2-3 minuti finché diventa bella lucida. Aggiungere il peperoncino, il sale, il coriandolo macinato, i funghi e i pomodori. Cuocere per 30 secondi quindi unire gli anacardi; altri 30 secondi e versare 2/3 di tazza di acqua bollente. Mettere il coperchio e far andare a fuoco basso per 15 minuti. Una volta pronto, lasciare risposare 5 minuti e poi servire con un del coriandolo e prezzemolo fresco e una cucchiaiata di Cipolla Raita.

CIPOLLA RAITA
Versare 3 cucchiai di yogurt di soia in una coppetta. Tritare finemente una piccola cipolla e unirla allo yogurt. Aggiustare di sale e servire.

Per i dolcetti ho invece preparato una partafrolla vegan .
120 gr di farina
120 gr di zucchero
120 gr di margarina
4 cucchiai di fecola
2 cucchiaini di lievito
buccia grattugiata di un limone
un pizzico di sale
latte qb
Amalgamare tutti gli ingredienti fino a formare una palla liscia e morbida. Stenderla su una tortiera precedentemente imburrata e infarinata e infornare a 180° per una quarantina di minuti.
Una volta che la frolla si è cotta e raffreddata tagliarla a quadratini e decorarla con quello che si vuole. Io ho messo dello yogurt bianco e una mora, ma sono deliziosi anche con della crema al cioccolato, marmellata..


No-Fail Buttermilk Pancakes

La ricetta di questi semplicissimi ma incredibilmente buoni pancakes è tratta da un libro di ricette americano “500 Vegan Recipes” di Celine Steen e Joni Marie Newman. Vi lascio il titolo originale che rende sicuramente di più di una mia incerta traduzione.

Per preparare circa 6 pancakes di media grandezza servono:
1 cucchiaio di succo di limone
220 ml di latte di soia (non riso o altro, solo soia)
125 g di farina
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di lievito
¼ cucchiaino di bicarbonato di soda
¼ cucchiaino di sale
2 cucchiai di olio
l’equivalente di 1 uovo (io ho usato 1 cucchiaino e mezzo di “egg replacer” mescolato con un paio di cucchiai d’acqua)

Unire il succo di limone al latte di soia e lasciare riposare.
In un recipiente mescolare la farina, lo zucchero, il lievito, il bicarbonato di soda e il sale. Aggiungere l’olio e il sostituto dell’uovo nel composto limone-latte. Mescolare bene con una forchetta fino a che il tutto diventa morbido.
Versare gli ingredienti umidi in quelli secchi e amalgamare bene.
Ora versare il composto in una pentola antiaderente. Appena sul pancake cominciano a comparire dei piccoli buchi girarlo sull’altro lato.
Noi in mancanza del classico sciroppo d’acero abbiamo usato del malto di riso (più una spolverata di cannella), voi potete sbizzarrirvi con marmellate, creme, frutta fresca…

Buona domenica!


Glasgow!

Ciao! Marco ed io siamo da poco tornati da una piccola vacanza a Glasgow in Scozia. Per me è la terza o quarta volta che ci vado (ci vive mio fratello), per marco le seconda credo, fatto sta che è comunque la prima per entrambi che riusciamo a vederla con il sole. Cielo blu e un bel sole, fatto eccezione per una mezza giornata in cui il tempo si è fatto piovoso, ventoso e assai freddino. Come da qualche tempo a questa parte prima di partire io mi sono occupata di scovare gli indirizzi di ristoranti, pub, café vegani, Marco quelli dei negozi di dischi. Caso vuole che il mio fratellone che ci ha ospitato, si sia trasferito da soli venti giorni nel West end, esattamente a 5 minuti a piedi a The 78 (café vegano dove fanno anche concertini) e 2 minuti da Volcanic Tongue, negozietto di dischi a casa del proprietario, un giornalista di Wire. Ma di questo vi racconterà meglio Marco.Partiamo quindi con The 78 http://www.the78cafebar.com/. Ci abbiamo pranzato due volte, la prima con mio fratello e la sua famiglia, la seconda si è aggiunto anche Costantino (Della Gherardesca, grazie al quale ho trascorso due splendide serate a bere birra e vodka ;). La prima ho ordinato una zuppa al pomodoro e finocchio e un sandwich con patate americane e un chutney alla barbabietola. La zuppa forse era un po’ troppo densa, ma il resto era buonissimo.

La seconda volta ho optato per del “chilli wrap” con riso e sour cream. Bollentissimo ma incredibilmente buono e sufficientemente piccante.

Ahl’ambiente è ultra rilassante e ha anche una distesa all’aperto.

Un altro localino in cui abbiamo pranzato è Heavenly www.heavenlyglasgow.co.uk/. In una delle strade che attraversano il centro di Glasgow, questo ristorantino/café è stato aperto non molto tempo fa da alcuni tipi di un’etichetta. E’ caratterizzato dalle pareti di un bel verde scintillante e dal fatto che i tavoli hanno tutti i nomi di un gruppo.

La musica di sottofondo a detta di Marco era troppo “indie”,io l’ho apprezzata ma si sa che ho gusti musicali più soft del mio consorte. I dolci, che non ho assaggiato, hanno un’ ottima presentazione. Ah, una nota dolente: cipolla cruda ovunque, e quando intendo ovunque voglio dire proprio ovunque e tahini troppo agliata, vero Costa?

Finiamo in bellezza da Mono www.monocafebar.com/ . Locale punta di diamante di Glasgow vanta al suo interno un negozio di dischi, palco per concerti e una cucina incredibilmente buona. La zuppa qui è stata paradisiaca: asparagi con fagioli spagna e limone. Buonissima! Il pane del sandwich era leggermente bruciacchiato in un angolo ma il ripieno con il tofu, gli spinaci, il pomodoro e il pesto faceva dimenticare il resto. La chesecake di Marco era ottima.
I primi che tornando dalla Gran Bretagna sento lamentarsi per il cibo li ammazzo.

(Marco aka Ill Bill Laimbeer takes the m/f stand)

Lo scopo della mia vacanza era “enlarge yr The Fall lp's collection” e magnare, niente di più niente di meno. La vicinanza di negozietti giusti come il citato Volcanic Tongue di David Keenan (in un appartamento a due passi da dove dormivamo: esatto, in un appartamento...e cui inizierebbe il primo dei “Te lo immagini in Italia” del report ma ve lo risparmio), del 78 e di un simpatico negozio dove a metà giornata mettevano i prodotti da forno a metà prezzo ha fatto il resto. Per quel che riguarda l'allargamento della collezione dei The Fall il buon Keenan, pur avendo Franco Battiato e ovviamente Mark E. Smith fra la sua selezione non è stato molto alla portata del mio portafoglio, ma il negozio è semplicemente clamoroso, in un appartamento e con una selezione degna del personaggio. Segnalo la presenza di The Fall In A Hole a 7 £, prezzo decente ma oramai ho già passato la fase “The Fall – contano solo i primi anni, live inclusi” e mi sono buttato sul periodo Beggars Banquet che evidentemente nel Regno Unito è quello che ha lasciato più il segno, gli album del periodo si trovano ovunque. In ogni modo, less rock more food: si sarà capito che oramai le nostre vacanze trascorrono così, fra un tiro a canestro e un film di Spike Lee, anzi no, tra un negozio di musica e un posto dove facciano da mangiare vegan. Ecco allora che il The 78 nel West End, trovandosi letteralmente a due passi da dove stavamo è stata la nostr prima meta. Qui ho messo in scena uno dei miei classici, ossia andare in totale confusione visto l'imbarazzo della scelta (relativamente, ossia in relazione alla media italica) e prendere in pratica un piatto indiano, con tutto che la zona del West End è piena di ottimi ristoranti indiani (tipo Mother India o India Cafè, dove abbiamo mangiato una sera dopo aver tentato invano di ri-cenare prima al the 78 poi al 13th note, visto che da bravi terroni ci siamo scordati che le cucine vicino al meridiano di Greenwich chiudono alle 21). Il piatto in questione era a base di riso al curry, una ottima zuppa di tofu al peperone e insalata. Visto che poi per me un giorno senza dolci è un giorno sprecato per finire una fetta di torta cocco cioccolato e noci. La seconda volta, visto che siamo nel paese dei sandiwches fatti bene e col contorno di patate e onion ring fatti bene ho optato per il 78th burger, ottimo anche se il panino in sé era abbastanza come dire, minimal.Chiusura con un peanut butter cake, che dopo esser stati al risorante di Moby dove c'è la peanut butterbomb cake poteva anche esser clamoroso che la mia dichiarazione sarebbe stata “ehhh però la peanut butter cake bomb a NY....”. Posto molto bello e sogno della vita, avere un locale simile a due minuti da casa, perchè ci accontiamo di poco. Ah, la seconda volta ho accompagnato il burger con una ottima zuppa con pomodoro, anacardi e lenticchie. Mangiata per ultima, tiepida.

Heavenly è legato ad una etichetta, la http://www.bubblegumrecords.org.uk/ per cui non si poteva alla fine del pranzo, non comprare qualcosa (un mini degli Hyperbubble, http://www.hyperbubble.net/). Bella l'idea di dare un nome di un gruppo o di un'artista (segnaposto+lp) ai tavoli (ho dovuto cedere al double dare ya di Silvia e così siamo finito al Bikini Kill), ci tengo a precisare che più che “troppo indie” la scelta della musica di sottofondo è stata un po' troppo “classica”: Smiths, Vaselines e Arcade Fire (i primi due erano pure “tavoli”...). In ogni modo: questa volta la scelta è caduta su un tofu burger (marinato, ottimo) con un side dish di onion rings al curry che clamorosamente poi non mi sono “rimbalzati”. Lo stesso non si può dire della cipolla cruda au gogo nell'insalata di accompagnamento, ma d'altronde me la sono voluta io scegliendo di mangiarla. Chiusura con una poached pear al cioccolato accompagnata da gelato, essenziale ma efficace oltremodo.

Da Mono potrei aspettare quello che ho ordinato anche per ore, vista la già citata presenza del negozio di dischi con sezione 2nd hand in cui il classico è iniziare a prendere tutti i dischi (In questo caso: Tarantula Hawk, The Frenz Experiment doppia coppia, Kerosene 454, l'edizione deluxe di The Freed Man dei Sebadoh) salvo poi lasciarli tutti lì. Molta roba buona ma volendo evitare di comprare vinili (grazie Ryanair) la scelta è caduta su I Am Kurios Oranj. Appunto: il metal “oscuro” (Xasthur, Sunno)))) oramai lo trovi anche dal panettiere. In ogni modo, per quel che riguarda il lato culinario qui ho optato per un hamburger con un enorme fungo dentro, buono e ben cucinato ma mi ha sfamato poco, onion rings non toccati (non stavo bene quando sono arrivati e i miei commensali prendine uno prendine n'antro me li han fatti fuori). Finishing move a colpi di cheescake con lemon curd, direi il dolce più buono di quelli provati nei ristoranti, ma sono un sucker per la cheescake quindi non faccio testo.

Ho concluso con 5 dischi dei Fall comprati e la panza piena ogni giorno: mission accomplished. Con buona pace dei cafonali sosia di Stefano Tacconi pronti ad applaudire all'atteraggio a Bergamo, che durante il viaggio lamentavano la nostalgia da casonsèi.