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giovedì 14 agosto 2014

Brownies al cioccolato crudisti


Ultimamente la dieta crudista mi incuriosisce. Quando riesco cerco di mangiare alimenti semplici e a crudo e noto che questo corrisponde sempre a un immediato aumento di energia e capacità di concentrazione. Se poi vi capita di passare da Torino fate un salto (prenotate eh!) da Soul Kitchen, ristorante vegano e
crudista spettacolare; se nutrite dubbi o perplessità circa questa cucina ne uscirete innamorati (e con la pancia piena!).
Anyway,  questo è il mio primo dolce crudista, facile facile ma buonissimo.
Servono:
1 tazza di cocco
1-1/2 tazza di semi di chia
1/4 tazza di cacao
1/2 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di vaniglia
1 tazza di uvetta, ammollata
6 datteri, ammollati
1/4 tazza di sciroppo d'agave

Mescolate i primi 4 ingredienti in una terrina capiente.
Frullate l'uvetta e i datteri aiutandovi con l'acqua di ammollo fino ad ottenere un composto morbido. Unite i datteri e l'uvetta agli ingredienti secchi, aggiungete la vaniglia, l'agave e mescolate bene.
Trasferite il composto, premendo bene con le mani, in una teglia di vetro foderata con della carta da forno e trasferite in frigo.
Yum!

martedì 12 agosto 2014

Un pomeriggio all'Orto botanico

L'Orto botanico di Padova è il più antico orto botanico universitario del mondo ad aver conservato la sede originaria e praticamente inalterata la struttura. Fu istituito nel lontano 1545 per la coltivazione delle piante medicinali.

Nel 1997 L'Orto botanico di Padova è stato inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco, riconoscimento conseguito con la seguente motivazione: "l'Orto botanico di Padova è all'origine di tutti gli orti botanici del mondo e rappresenta la culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura. Ha largamente contribuito al progresso delle numerose discipline scientifiche moderne, in particolare la botanica, la medicina, la chimica, l'ecologia e la farmacia."

Attualmente all'Orto botanico di Padova sono coltivate 3.500 specie vegetali provenienti da ogni angolo del mondo.

Noi ci abbiamo trascorso un intero pomeriggio, passeggiando, facendo foto, ammirando fiori, colori e profumi. Se abitassi a Padova credo ci andrei almeno una volta a settimana.












Quanto fa ridere questa foto? 


...

Robin Williams: "I used to think the worst thing in life was to end up all alone. It's not. The worst thing in life is ending up with people who make you feel all alone."


lunedì 11 agosto 2014

La torta sbrisolona


Questa torta è deliziosa e perfetta spezzettata e riposta in un contenitore per un picnic improvvisato. Avete mai provato ad organizzare un picnic indoor quando fuori piove? Basta spostare il divano stendere una bella coperta (ora di cotone mi raccomando) e mettere su un bel disco dai suoni un po' retrò.

Per realizzarla servono:
100 gr di farina senza glutine
100 gr di farina di mais

100 gr di margarina vegetale( senza grassi idrogenati!) molto fredda (deve essere quanto più fredda e solida possibile. Un consiglio è riporla nel congelatore una mezz’ora prima di iniziare a cucinare)

100 gr di mandorle con la buccia (50 gr di mandorle intere, 50 gr di mandorle tritate grossolanamente)

100 gr di zucchero di canna
la scorza grattugiata un limone
1 cucchiaio di rum (facoltativo)



Accendete il forno a 180° e oliate una teglia, possibilmente rotonda, di 24 cm di diametro.
Disponete a fontana le farine, versatevi lo zucchero,  la buccia del limone, la margarina tagliata in grossi pezzi e impastate con le mani. Il composto va sbriciolato grossolanamente e deve risultare come il crumble. Aggiungete le mandorle tritate. Versate  il tutto nella tortiera, non premete con le dita, ma semplicemente scuotete un po’ la teglia per livellare il composto. Distribuite sopra la torta le mandorle intere. A questo punto infornate a forno già caldo per circa 35 minuti.


domenica 3 agosto 2014

La natura dietro casa


Vicino casa c'è un percorso pedonale immerso nella natura di circa una decina di km. Prima di rimanere a casa in maternità lo percorrevo correndo, ora cammino velocemente spingendo il passeggino. Da quando l'ho scoperto, pochissimi anni fa, è diventato uno dei miei posti preferiti. I colori, i profumi, i suoni, tutto è magico e riesce a rilassare perfino una come me (è quasi un miracolo,ve l'assicuro!).
Qui di seguito qualche foto scattata con il telefono. 













Capite ora perché ne sono innamorata?
E voi avete un vostro posto del cuore?
xoxo

lunedì 14 luglio 2014

La colazione




La colazione è da sempre uno dei miei pasti preferiti, nonché uno dei momenti della giornata che più amo. Anche quando lavoro (e inizio tra le sei e le sette del mattino) non rinuncio a sedermi e dedicare qualche minuto di lentezza a questo piccolo pasto. Mi aiuta ad iniziare al meglio la giornata, con il ritmo e l’ energia giusta. Mi concedo qualche istante di tranquillità prima di essere risucchiata dalla frenesia: auto, lavoro, riunioni, corse, clienti insopportabili.. (sono visual merchandiser in un grande negozio H&M in un, povera me, centro commerciale). Ora che sono in maternità, finalmente mi posso dedicare alla preparazione di colazioni proprio come piacciono a me (colorate, ogni giorno diverse, piene di frutta, semi, sostanziose ma non pesanti) e concedermi qualche minuto in più per consumarle in assoluto relax.
In questi mesi sto riscoprendo la bontà dei cereali messi a bagno tutta la notte nel latte di soia (o riso o mandorla) e mescolati con una banana tagliata a fette, eventualmente altra frutta (frutti rossi, pesche, albicocche..), semi di Chia (ricchi di acidi grassi Omega-3, vitamina E, fibre e vera e propria fonte di proteine),  bacche di Goji  (ricchissime di vitamina C e E), noci e mandorle. A volte aggiungo del cocco in scaglie, altre volte i fiocchi di Teff* (un cereale antico etiope naturalmente privo di glutine, ricco di fibre, calcio, potassio e ferro).
Quello che amo di questa colazione è la possibilità di variarla a secondo della stagione e dei prodotti presenti in casa. Le dosi per una porzione sono: ½ tazza di cereali in fiocchi (di solito uso quelli di riso integrale o di miglio), una tazza di latte (a volte la sostituisco con mezza tazza d’acqua e mezza di latte). Aggiungete la frutta, i semi e riponete in frigo tutta la notte.  La mattina successiva potete unire le noci e se non vi aggrada consumare la colazione fredda (io lo detesto, la mattina il mio stomaco necessita sempre di qualcosa di almeno tiepido), scaldate il tutto giusto un paio di minuti. Consiglio di non aggiungere zucchero, agave o sciroppo d’acero perché la frutta è già di per sè dolce e le noci apportano un bel apporto calorico. In ogni caso non credo ne sentirete la necessità.  Solitamente accompagno questa tazza di cereali  con del tè verde al gelsomino, il mio preferito.
Tuttavia il fine settimana la storia cambia. Siamo tutti a casa, ci svegliamo con calma, c’è aria di festa e quindi anche la nostra colazione si adegua. Così via libera a pancakes e french toast. Domenica scorsa ho provato una nuova ricetta: coconut pie pancakes, detti anche pancakes al cocco.
Vi lascio la ricetta che a mia volta ho trovato su La Dolce Vegan! di Sarah Kramer.

¾ tazza di farina
2 cucchiaini di lievito
¼ tazza di cocco disidratato in scaglie
½ cucchiaino di cardamomo
¼ cucchiaino di sale
¾ tazza di “latte”
¼ tazza di latte di cocco
1 banana


In una terrina di medie dimensioni, unire la farina, il lievito, il cocco, il cardamomo e il sale. In un frullatore combinare la banana, il “latte” e quello di cocco. Versare il composto liquido in quello secco e mescolare delicatamente. Procedere quindi alla cottura dei pancakes. Ah, ho notato, se è un’ovvietà scusatemi ahah, che si cuociono meglio in un padellino fornito di coperchio. Dovrebbero uscire 4 pancakes.


E voi cosa mangiate a colazione? Anzi, mangiate a colazione?
xo


*Ho acquistato questo cereale la scorsa primavera a Firenze, nel negozio biologico La Raccolta. Vi consiglio vivamente di provare il ristorante, un vero spettacolo! Ricordo certe polpettine…

giovedì 10 luglio 2014

Sono tornata (con una super ricetta)!


Hey! È trascorso un anno dall’ultima volta che mi sono fatta viva da queste parti. Un anno? Esatto, un anno. Wow, davvero troppo tempo, soprattutto se ripenso all’anno trascorso. Pieno di sorprese, brutte e bellissime, viaggi, persone, lavoro, casa, progetti e un bambino. Con i giusti tempi  vi racconterò tutto, ma ora partiamo dal perché ho deciso di rifarmi viva. Oggi mentre ero beatamente distesa sul divano a leggere un noir di uno scrittore islandese dal nome impronunciabile, ha suonato il postino per consegnarmi il primo numero di TOAST Zine. Un piccolo, coloratissimo e divertentissimo libricino dedicato al mitico toast in tutte le sue più fantasiose declinazioni. Nasce dalla mente un po’ onirica e psicadelica di alcune belle fanciulle padovane. Beh, insomma,  questo primo numero contiene una mia ricetta illustrata in tutti i suoi passaggi da Enrica Trevisan e io compaio come foodblogger. Uhhh, mi son detta, e ora? Andranno a vedere il mio blog e lo troveranno fermo a maggio dello scorso anno? Che figura! Oltretutto quest’anno ho prodotto una serie di ricette favolose…vergognati Silvia. Così appena rientrata a casa mi sono seduta davanti al pc, ho respirato profondamente (smadonnando perché non riuscivo ad accedere al mio account) e iniziato a scrivere. 
In questi mesi di maternità (vi spiegherò tutto eheh),sto seguendo vari progetti, approfittando del tempo che ho a disposizione. Uno di questi è ancora top secret perché sono scaramantica e quando tengo molto a qualcosa temo che parlarne porti sfortuna. In ogni caso, progetto o non progetto, sono qui per rassicurare quei miei pochi folli fans che ce la metterò tutta per postare con una certa regolarità, un paio di volte la settimana, apportando qua e là qualche piccolo cambiamento. E ora una carrellata di foto scattate con il mio telefono (quindi non fate caso alla scarsa qualità) nel corso di questi mesi.

























Vi lascio con una ricetta facile facile, ma yummmm! super buona: il pane alla zucca.

Per prepararlo servono:
1 ¾ tazza di farina
1 tazza scarsa di zucchero di canna
1 cucchiaino di bicarbonato di soda
½ cucchiaino di lievito
½ cucchiaino di sale
½ cucchiaino di noce moscata
½ cucchiaino di cannella
½  cucchiaino di chiodi di garofano
1 tazza di purea di zucca
½ tazza di olio
3 cucchiai di sciroppo d’agave
3 cucchiai di acqua
½ tazza di semi di zucca

Accendere il forno a 200°. Imburrare e infarinare una teglia (del tipo per plumcake).
In una terrina grande mescolare insieme la farina, lo zucchero, il bicarbonato di soda, il lievito, il sale e le spezie. In una terrina piccola unire la zucca, l’olio, lo sciroppo d’agave e l’acqua. Versare gli ingredienti liquidi in quelli secchi. Il composto risulterà un po’ appiccicoso, non preoccupatevi. Unire i semi di zucca. Versare il tutto nella teglia e infornare per 40/50 minuti. Lasciare raffreddare per una ventina di minuti prima di estrarlo dalla teglia e tagliarlo.
E’ buono sia tostato con un filo di margarina, che con della marmellata di fragole che in accompagnamento a piatti salati come verdure stufate o insalate.

A presto allora!