ricette vegane, senza glutine e un po' della mia vita

Breakfast risotto

Ha nevicato per giorni e giorni. Fuori è tutto bianco.
Panna montata ghiacciata. Zucchero filato e nuvole.
La lentezza di questi momenti è propizia per lunghe colazioni dal sapore vagamente esotico.

Gli ingredienti sono per 4 persone.
2 tazze d’acqua
1 lattina di latte di cocco
1 tazza di riso per risotti
1 cucchiaino di cannella
uva passa
mezza banana tagliata a dadini
¼ di mango tagliato a dadini

Portare ad ebollizione 1 tazza d’acqua. Aggiungere la tazza di riso. Quando l’acqua viene assorbita versare un’altra tazza d’acqua. Quando anche questa è stata assorbita aggiungere il latte di cocco. Cuocere finché il liquido non è completamente assorbito e il riso cotto. Spegnere la fiamma e aggiungere la cannella, la banana, il mango e l’uvetta. Mescolare e gustare ascoltando un buon disco o leggendo un buon libro.




Ian il temerario

xoxo



Banana chocolate chips bread e concerti

Questa ricetta è vegana e senza glutine. Ho sostituito lo zucchero con lo sciroppo d’agave (un dolcificante naturale ricavato dalla linfa dell’agave blu con un indice glicemico molto più basso dello zucchero raffinato).
Questo dolce, avvolto nella pellicola trasparente, si conserva per almeno 3 giorni a temperatura ambiente.
Ah, la ricetta è tratta dal libro Babycakes di Erin McKenna, se avete in programma una gita a New York fate un salto nella sua bakery!
Ingredienti:
2 tazze di farina senza glutine
circa 60 gr di sostituto del glutine (vi consiglio la marca OrgraN, australiana. Si tratta di un mix di ingredienti naturali che, grazie alla sua composizione, riesce a fornire alle farine senza glutine la capacità di lavorazione e la flessibilità della farina di frumento)
2 cucchiaini di lievito senza glutine
1 cucchiaino di bicarbonato di soda
pizzico di sale
1 cucchiaino di cannella
½ tazza di olio di semi + il necessario per oliare la teglia
2/3 tazza di sciroppo d’agave
2/3 tazza di latte di riso
1 cucchiaino di vaniglia
1 ½ tazza di banana scacchiata
1 tazza di gocce di cioccolato

Accendere il forno a 200° e oliare una teglia per plumcake.
In una terrina di media grandezza mescolare la farina, il sostituto del glutine, il lievito, il bicarbonato, il sale e la cannella. Aggiungere l’olio, l’agave, il latte di riso e la vaniglia. Mescolare bene quindi aggiungere la banana e le gocce di cioccolato. Amalgamare il tutto.
Versare il composto nella tortiera e infornare a 180° per 35 minuti. Se necessario dopo una ventina di minuti girare la teglia di 180° e terminare la cottura. Una volta pronto lasciare riposare per almeno 20 minuti prima di estrarre il pane alla banana e cioccolato dalla tortiera. 





È stato un bel fine settimana. Venerdì concerto di Le luci della centrale elettrica, ieri The Vaselines e oggi ACAB di Stefano Sollima al cinema e poi concerto dei Black Manila. 





Voi come l’avete trascorso?
xoxo



Insalata di quinoa con fagioli rossi e mango

Questa ricetta l’ho trovata su Veganomicon di Isa Chandra Moskowitz e Terry Hope Romero. È semplice, velocissima e soprattutto buonissima. In realtà è una ricetta che si presta a mille trasformazioni in base a quello che offre il vostro frigo e la vostra dispensa (io l’ho leggermente modificata semplificandola ulteriormente). La cucina è anche questo no? Adattabilità travestita da creatività.

Allora, gli ingredienti per 4/6 persone sono:
1 mango, pelato e tagliato a cubetti
1 peperone rosso, pulito dei semi e tagliato in pezzetti piccolissimi
1 cipolla rossa, tritata grossolanamente (la ricetta originaria la prevede cruda, io per evitare di digerirla la prossima settimana, ho preferito scottarla qualche minuto in padella)
aceto di vino balsamico
olio extra vergine d’oliva
sale
2 tazze di quinoa, raffreddata
1 lattina di fagioli rossi (se avete il tempo di cuocere quelli secchi tanto meglio)
qualche foglia di insalata per guarnire
In una ciotola capiente unire il mango, il peperone e la cipolla. Aggiungere l’aceto, l’olio e il sale. Incorporare la quinoa e mescolare bene per amalgamare tutti gli ingredienti. Alla fine unire i fagioli.
Servite immediatamente o lasciate riposare qualche istante. Utilizzate qualche foglia di lattuga o radicchio per guarnire.


Come cuocere la quinoa.
2 tazze di quinoa
4 ½ tazze d’acqua
Cuocete la quinoa per 15 minuti da quando l’acqua inizia a bollire. L’acqua verrà completamente assorbita.
Questo piatto è vegan e senza glutine. Guai a chi mi chiede se essendo veggi e celiaca riesco a mangiare qualcosa di diverso dal riso. Grunt!

Pistacchi, uva passa e ceci direttamente da Teheran, Iran. Grazie Peyman!


Ciao!
xoxo

Pancakes vegan e gluten free al cioccolato

Buongiorno!
Oggi qui a Ferrara c’è la nebbia. Per la verità c’era anche ieri e l’altro ieri e l’altro ieri ancora… Quindi per tirarsi su il morale è stato necessario preparare una colazione cioccolatosa. Ho adattato, molto adattato, una ricetta di pancakes al cioccolato trovata nel librone 500 Vegan Recipes di Celine Steen e Joni Marie Newman. La ricetta originale prevedeva la farina “normale” e le gocce di cioccolato. Io ho sostituito la farina classica con quella di riso e omesso le gocce di cioccolato perché assenti nella nostra credenza.
Ingredienti:
2 tazze di farina di riso
1/3 tazza di cacao amaro
1 cucchiaino di lievito
1 cucchiaino di bicarbonato di soda
¼ cucchiaino di sale
1 ½ tazza di latte di riso (o soia)
½ tazza di olio di semi
½ tazza di zucchero di canna

Mescolate la farina, il cacao, il lievito, il bicarbonato e il sale. A parte mixate il latte, l’olio e lo zucchero. Lentamente versate il composto liquido in quello secco e mescolate bene.
A questo punto cuocete il composto in una padella antiaderente (all’incirca ½ tazza alla volta). Quando sulla superficie compaiono delle bollicine girate il pancake e fatelo cuocere per un altro minuto.



Spremuta fresca e pancakes al cioccolato con succo d'agave


Buona domenica!
xoxo

SALAD JOBS #2 TOMMASO BOCOLA = VISUAL MERCHANDISER WINDOW

Ciao! eccoci alla seconda puntata di Salad Jobs. Oggi vi presento Tommaso, visual merchandiser window. Quando vedo i suoi lavori penso che non mi basterà una vita per raggiungere il suo livello. 

Raccontaci un po’ chi sei
Allora, iniziamo..Tommaso, trentenne, pugliese. Ho lasciato la mia città per venire a studiare Architettura al Politecnico di Milano, con l’intenzione di trasformare in realtà il sogno dei miei genitori, ovvero avere un figlio architetto, peccato, purtroppo non tutti i sogni si avverano. Ormai sono dodici anni che vivo in questa splendida città e sono diventato un vero milanese, uno di quelli che sale di corsa le scale mobili della metro per non perdere neanche un attimo di tempo. Sono orgoglioso di avere un pessimo carattere e fiero di dire sempre quello che di solito gli altri si limitano solo a pensare .Ho vari hobby e molte passioni, anche se tutto mi stufa in fretta. Amo gli 80’s e Andy Warhol. Il bianco è il mio colore preferito.



Quando o da cosa è nata la tua passione per la moda?
Indubbiamente i miei studi in architettura sin dalle superiori hanno coltivato in me l’interesse per l’arte e per la fotografia. Ed è proprio grazie a questa passione che ho iniziato a sfogliare riviste di moda in cerca di servizi fotografici scattati da grandi fotografi, quali Richardson, Meisel, LaChapelle e pian piano la moda si è aggiunta alle mie passioni. Dopo che ho capito che la moda è strettamente correlata allo shopping è stato puro amore!
Quando hai pensato che la tua passione si potesse trasformare in lavoro?
Non avevo mai pensato seriamente di potermi realizzare in un campo strettamente correlato alla moda come questo. Abbandonati i progetti di conquista del mondo architettonico ho cercato più che altro un lavoro dove poter fare una delle cose che mi riesce meglio.. abbinare forme e colori. E poterlo fare con i vestiti sarebbe stato il top. Solo dopo un corso da visual merchandiser ho concretizzato che avevo trovato il MIO lavoro e l’idea che qualcuno potesse andare in giro con degli outfit da me ideati mi divertiva un sacco.



Descrivici una tua giornata-lavoro tipo?

Dopo aver individuato il mood da esprimere in vetrina si parte alla ricerca dei capi, per dar vita ai look suggeriti dall’azienda e per inventarne di nuovi. Una volta abbinato, accostato, concepito e visionato il tutto nel minimo dettaglio (un accessorio sbagliato fa tendenza, due fanno ribrezzo!!) si passa allo stiraggio, fase meno divertente, di tutto quello che le pupe e i pupi esposti in vetrina devono indossare per due settimane. Finito ciò non resta che il montaggio di tutto, ovviamente correlato di deco e di addobbi. Chiuso in una vetrina vesto e acconcio manichini mentre i passanti mi guardano un po’ straniti e qualche giapponese mi fotografa facendomi smorfie strane di apprezzamento. In realtà questa non è proprio la mia giornata-tipo perché tutto ciò si suddivide in tre giorni circa.

Speri di fare questo per il resto della tua vita? Se sì in che modo ti vedi crescere in questo campo?
Beh, inutile sottolineare che questo lavoro mi piace tanto e che mi soddisfa sotto molti punti di vista. E’ divertente e mi piacerebbe farlo per tutta la vita, ma è anche vero che i manichini non sono leggeri come Kate Moss e non so se a cinquant’anni riuscirò ancora a ribaltarli e spostarli con tanta disinvoltura. In più i vapori del ferro da stiro non penso facciano proprio bene continuati ad aspirare per ancora trent’anni http://static.ak.fbcdn.net/images/blank.gifSarebbe interessante passare all’idealizzazione e al progetto delle vetrine per una grossa azienda o magari chissà, collaborare come stylist con Steven Meisel per uno di quei servizi patinati pubblicati su Vogue. Troppo ambizioso?




Se a diciassette anni ti avessero chiesto cosa avresti fatto nella tua vita oggi, cosa avresti risposto?Avrei risposto che sarei stato un architetto, malvestito e incapace di capire l’importanza di una cabina armadio all’interno della progettazione di un appartamento.


Buon venerdì sera a tutti!
xoxo




Sformato di amaranto, patate e zucca e dolcetti vegan alla vaniglia gluten freedom

Alzi la mano chi non ha un amico, parente, conoscente che mal sopporta il glutine. Dovete per forza alzarla perché probabilmente sono celiaca, quindi…
Quindi questa sera cenetta gluten free!
Sbirciando qua e là in internet ho trovato questa ricetta facile facile per cucinare l’amaranto (cereale permesso in una dieta celiaca): sformato di amaranto zucca e patate.
Ingredienti per  4 persone:
400 gr di amaranto
1 l ½  di brodo vegetale
3 patate di media grandezza, tagliate a tochetti
zucca, tagliata a tochetti (per la quantità io sono andata a occhio)
sale
olio extra vergine d’oliva
aromi

Cuocete al vapore le patate e la zucca e nel mentre l’amaranto (fatelo bollire nel brodo per circa 25-30 minuti  quindi spegnete il fuoco, mettete il coperchio e lasciate riposare per 10 minuti).
Fate insaporire le patate e la zucca in una teglia con un po’ d’olio, sale e rosmarino. Schiacciate il tutto con una forchetta e amalgamate l’amaranto. A questo punto trasferite in una teglia capiente, spolverate con dei semi di sesamo e infornate a 160° per una quindicina di minuti. 


Celiaca sì triste no, giusto? Ecco qui dei buoni dolcetti perfetti per soddisfare la voglia di dolce in qualsiasi momento della giornata.
Per 12 dolcetti vegani Gluten Freedom:
1 tazza di latte di riso
1/3 tazza di olio di semi
¾ tazza di zucchero
2 cucchiaini aroma vaniglia
¼ cucchiaino aroma mandorla
¼ tazza maizena
2 cucchiai di semi di lino macinati
1/3 tazza di farina di mais (fare sempre attenzione all’etichetta)
1 tazza di farina di riso
1 cucchiaino di lievito
½ cucchiaino di bicarbonato di soda
¼ cucchiaino di sale

Accendete il forno (180°) e disponete gli appositi pirottini nella teglia per muffin. In una ciotola capiente mescolate per bene  il latte, l’olio, lo zucchero e gli aromi. Aggiungete la maizena e i semi di lino, continuate a mescolare. Aggiungete la farina di mais, quella di riso, il lievito, il bicarbonato e il sale. È importante mescolare bene bene senza aver paura di esagerare. Versate il composto nei pirottini (riempiteli per i 2/3 che tendono a non alzarsi molto) e cuocete per 20-23 minuti.


Io li ho mangiati cosparsi di succo d’agave.

Gnam gnam
xoxo




14 gennaio 2012. Segreti, re e regine.

Oggi è una giornata importante, magari se la fortuna ci assisterà con il tempo vi svelerò il nostro piccolo (nemmeno poi tanto piccolo) segreto. Per il momento è di rigore un religioso silenzio propiziatorio e, perché no, qualche gesto scaramantico, incrocio delle dita e così via.
Le foto qui sotto ritraggono i veri reali di casa P. e qualche piccolo scorcio della nostra casina. Piano piano prende forma. È una gran soddisfazione vedere la propria casa crescere e svilupparsi a propria immagine e somiglianza.






 Il mio comodino
 Il comodino di Marco



 Una sedia recuperata per strada, non è bella?
La terrazza che voglio riempire di piante, fiori e un piccolo orticello

Per terminare vi consiglio questo post di Emma: 5 tips for food photography, l’ho trovato davvero carino.
Buon fine settimana!
xoxo