ricette vegane, senza glutine e un po' della mia vita

No-Fail Buttermilk Pancakes

La ricetta di questi semplicissimi ma incredibilmente buoni pancakes è tratta da un libro di ricette americano “500 Vegan Recipes” di Celine Steen e Joni Marie Newman. Vi lascio il titolo originale che rende sicuramente di più di una mia incerta traduzione.

Per preparare circa 6 pancakes di media grandezza servono:
1 cucchiaio di succo di limone
220 ml di latte di soia (non riso o altro, solo soia)
125 g di farina
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di lievito
¼ cucchiaino di bicarbonato di soda
¼ cucchiaino di sale
2 cucchiai di olio
l’equivalente di 1 uovo (io ho usato 1 cucchiaino e mezzo di “egg replacer” mescolato con un paio di cucchiai d’acqua)

Unire il succo di limone al latte di soia e lasciare riposare.
In un recipiente mescolare la farina, lo zucchero, il lievito, il bicarbonato di soda e il sale. Aggiungere l’olio e il sostituto dell’uovo nel composto limone-latte. Mescolare bene con una forchetta fino a che il tutto diventa morbido.
Versare gli ingredienti umidi in quelli secchi e amalgamare bene.
Ora versare il composto in una pentola antiaderente. Appena sul pancake cominciano a comparire dei piccoli buchi girarlo sull’altro lato.
Noi in mancanza del classico sciroppo d’acero abbiamo usato del malto di riso (più una spolverata di cannella), voi potete sbizzarrirvi con marmellate, creme, frutta fresca…

Buona domenica!


Glasgow!

Ciao! Marco ed io siamo da poco tornati da una piccola vacanza a Glasgow in Scozia. Per me è la terza o quarta volta che ci vado (ci vive mio fratello), per marco le seconda credo, fatto sta che è comunque la prima per entrambi che riusciamo a vederla con il sole. Cielo blu e un bel sole, fatto eccezione per una mezza giornata in cui il tempo si è fatto piovoso, ventoso e assai freddino. Come da qualche tempo a questa parte prima di partire io mi sono occupata di scovare gli indirizzi di ristoranti, pub, café vegani, Marco quelli dei negozi di dischi. Caso vuole che il mio fratellone che ci ha ospitato, si sia trasferito da soli venti giorni nel West end, esattamente a 5 minuti a piedi a The 78 (café vegano dove fanno anche concertini) e 2 minuti da Volcanic Tongue, negozietto di dischi a casa del proprietario, un giornalista di Wire. Ma di questo vi racconterà meglio Marco.Partiamo quindi con The 78 http://www.the78cafebar.com/. Ci abbiamo pranzato due volte, la prima con mio fratello e la sua famiglia, la seconda si è aggiunto anche Costantino (Della Gherardesca, grazie al quale ho trascorso due splendide serate a bere birra e vodka ;). La prima ho ordinato una zuppa al pomodoro e finocchio e un sandwich con patate americane e un chutney alla barbabietola. La zuppa forse era un po’ troppo densa, ma il resto era buonissimo.

La seconda volta ho optato per del “chilli wrap” con riso e sour cream. Bollentissimo ma incredibilmente buono e sufficientemente piccante.

Ahl’ambiente è ultra rilassante e ha anche una distesa all’aperto.

Un altro localino in cui abbiamo pranzato è Heavenly www.heavenlyglasgow.co.uk/. In una delle strade che attraversano il centro di Glasgow, questo ristorantino/café è stato aperto non molto tempo fa da alcuni tipi di un’etichetta. E’ caratterizzato dalle pareti di un bel verde scintillante e dal fatto che i tavoli hanno tutti i nomi di un gruppo.

La musica di sottofondo a detta di Marco era troppo “indie”,io l’ho apprezzata ma si sa che ho gusti musicali più soft del mio consorte. I dolci, che non ho assaggiato, hanno un’ ottima presentazione. Ah, una nota dolente: cipolla cruda ovunque, e quando intendo ovunque voglio dire proprio ovunque e tahini troppo agliata, vero Costa?

Finiamo in bellezza da Mono www.monocafebar.com/ . Locale punta di diamante di Glasgow vanta al suo interno un negozio di dischi, palco per concerti e una cucina incredibilmente buona. La zuppa qui è stata paradisiaca: asparagi con fagioli spagna e limone. Buonissima! Il pane del sandwich era leggermente bruciacchiato in un angolo ma il ripieno con il tofu, gli spinaci, il pomodoro e il pesto faceva dimenticare il resto. La chesecake di Marco era ottima.
I primi che tornando dalla Gran Bretagna sento lamentarsi per il cibo li ammazzo.

(Marco aka Ill Bill Laimbeer takes the m/f stand)

Lo scopo della mia vacanza era “enlarge yr The Fall lp's collection” e magnare, niente di più niente di meno. La vicinanza di negozietti giusti come il citato Volcanic Tongue di David Keenan (in un appartamento a due passi da dove dormivamo: esatto, in un appartamento...e cui inizierebbe il primo dei “Te lo immagini in Italia” del report ma ve lo risparmio), del 78 e di un simpatico negozio dove a metà giornata mettevano i prodotti da forno a metà prezzo ha fatto il resto. Per quel che riguarda l'allargamento della collezione dei The Fall il buon Keenan, pur avendo Franco Battiato e ovviamente Mark E. Smith fra la sua selezione non è stato molto alla portata del mio portafoglio, ma il negozio è semplicemente clamoroso, in un appartamento e con una selezione degna del personaggio. Segnalo la presenza di The Fall In A Hole a 7 £, prezzo decente ma oramai ho già passato la fase “The Fall – contano solo i primi anni, live inclusi” e mi sono buttato sul periodo Beggars Banquet che evidentemente nel Regno Unito è quello che ha lasciato più il segno, gli album del periodo si trovano ovunque. In ogni modo, less rock more food: si sarà capito che oramai le nostre vacanze trascorrono così, fra un tiro a canestro e un film di Spike Lee, anzi no, tra un negozio di musica e un posto dove facciano da mangiare vegan. Ecco allora che il The 78 nel West End, trovandosi letteralmente a due passi da dove stavamo è stata la nostr prima meta. Qui ho messo in scena uno dei miei classici, ossia andare in totale confusione visto l'imbarazzo della scelta (relativamente, ossia in relazione alla media italica) e prendere in pratica un piatto indiano, con tutto che la zona del West End è piena di ottimi ristoranti indiani (tipo Mother India o India Cafè, dove abbiamo mangiato una sera dopo aver tentato invano di ri-cenare prima al the 78 poi al 13th note, visto che da bravi terroni ci siamo scordati che le cucine vicino al meridiano di Greenwich chiudono alle 21). Il piatto in questione era a base di riso al curry, una ottima zuppa di tofu al peperone e insalata. Visto che poi per me un giorno senza dolci è un giorno sprecato per finire una fetta di torta cocco cioccolato e noci. La seconda volta, visto che siamo nel paese dei sandiwches fatti bene e col contorno di patate e onion ring fatti bene ho optato per il 78th burger, ottimo anche se il panino in sé era abbastanza come dire, minimal.Chiusura con un peanut butter cake, che dopo esser stati al risorante di Moby dove c'è la peanut butterbomb cake poteva anche esser clamoroso che la mia dichiarazione sarebbe stata “ehhh però la peanut butter cake bomb a NY....”. Posto molto bello e sogno della vita, avere un locale simile a due minuti da casa, perchè ci accontiamo di poco. Ah, la seconda volta ho accompagnato il burger con una ottima zuppa con pomodoro, anacardi e lenticchie. Mangiata per ultima, tiepida.

Heavenly è legato ad una etichetta, la http://www.bubblegumrecords.org.uk/ per cui non si poteva alla fine del pranzo, non comprare qualcosa (un mini degli Hyperbubble, http://www.hyperbubble.net/). Bella l'idea di dare un nome di un gruppo o di un'artista (segnaposto+lp) ai tavoli (ho dovuto cedere al double dare ya di Silvia e così siamo finito al Bikini Kill), ci tengo a precisare che più che “troppo indie” la scelta della musica di sottofondo è stata un po' troppo “classica”: Smiths, Vaselines e Arcade Fire (i primi due erano pure “tavoli”...). In ogni modo: questa volta la scelta è caduta su un tofu burger (marinato, ottimo) con un side dish di onion rings al curry che clamorosamente poi non mi sono “rimbalzati”. Lo stesso non si può dire della cipolla cruda au gogo nell'insalata di accompagnamento, ma d'altronde me la sono voluta io scegliendo di mangiarla. Chiusura con una poached pear al cioccolato accompagnata da gelato, essenziale ma efficace oltremodo.

Da Mono potrei aspettare quello che ho ordinato anche per ore, vista la già citata presenza del negozio di dischi con sezione 2nd hand in cui il classico è iniziare a prendere tutti i dischi (In questo caso: Tarantula Hawk, The Frenz Experiment doppia coppia, Kerosene 454, l'edizione deluxe di The Freed Man dei Sebadoh) salvo poi lasciarli tutti lì. Molta roba buona ma volendo evitare di comprare vinili (grazie Ryanair) la scelta è caduta su I Am Kurios Oranj. Appunto: il metal “oscuro” (Xasthur, Sunno)))) oramai lo trovi anche dal panettiere. In ogni modo, per quel che riguarda il lato culinario qui ho optato per un hamburger con un enorme fungo dentro, buono e ben cucinato ma mi ha sfamato poco, onion rings non toccati (non stavo bene quando sono arrivati e i miei commensali prendine uno prendine n'antro me li han fatti fuori). Finishing move a colpi di cheescake con lemon curd, direi il dolce più buono di quelli provati nei ristoranti, ma sono un sucker per la cheescake quindi non faccio testo.

Ho concluso con 5 dischi dei Fall comprati e la panza piena ogni giorno: mission accomplished. Con buona pace dei cafonali sosia di Stefano Tacconi pronti ad applaudire all'atteraggio a Bergamo, che durante il viaggio lamentavano la nostalgia da casonsèi.




Crumble di frutta estiva con cuscus

Versate 80 gr. di cuscus in un contenitore graduato e misurate pari volume di succo di mela, poi portate il succo a bollore. Versate in una ciotola il cuscus e bagnatelo col succo bollente. Coprite con pellicola trasparente e lasciate rivenire il cereale per 5 minuti, quindi mescolatelo a 2 cucchiai di cocco disidratato (la ricetta originale consiglia le mandorle tostate finemente tritate, ma non avendole le ho sostituite con il cocco per una versione più esotica). Tagliate a fette 2 albicocche, 2 susine, 2 pesche e disponetele in un unico strato in una pirofila imburrata (ho usato della margarina bio di soia). Spolverizzatele con 3 cucchiai scarsi di zucchero di canna e irroratele col succo di mezzo limone. Coprite la frutta con il cuscus, cospargete un cucchiaio di zucchero di canna e qualche fiocchetto di burro/margarina. Passate il cuscus in forno a 180° per una quindicina di minuti, finché non si forma una crosticina croccante. Ottimo servito tiepido con del gelato alla vaniglia.

Yummy!
xoxo



Summer days meets Comacchio


Estate!

Oggi è il primo giorno d’estate e qui fa caldissimo. Il termometro della stazione di Bologna alle 15.15 segnava 37°.

Ho pranzato con un vecchio amico o conoscente, forse più conoscente, in un nuovo ristorantino bio nel cuore della zona universitaria. Si chiama Alce Nero e nasce come linea di prodotti bio. Evidentemente le cose sono andate bene perché sono seguiti negozi e ora anche piccoli ristoranti.
Il menu propone diversi piatti, dalle penne integrali al pomodoro(tristine) all’omelette; davvero poco spazio per i vegani. Per chi, come me opta per il buffet (10 euro) la scelta va dalle taccole, le melanzane, cereali vari, patate.. La cucina è molto semplice. Non so, mi aspettavo di più. L’ambiente in ogni caso è gradevole e i ragazzi che ci lavorano molto simpatici. Nota di merito per il lungo bancone nel lato del negozio che propone diversi pani speciali, focacce, pizze e molti dolci invitanti.


Ho trovato un libro sull'estetica della cucina a metà prezzo. Dalle poche pagine che ho letto sembra interessante.


Blog che amo!

Oggi è stata una giornata caldissima ma essendo in ferie ho potuto fare tutte le cose con estrema calma. Ho pulito casa, giocato con Ian e Domino e verso pranzo ho raggiunto il signor P. per un pranzo organizzato in occasione della giornata mondiale del rifugiato.

Dall’inizio dell’anno seguo quotidianamente alcuni blog. Due di questi sono A Beautiful Mess e Sometimes Sweet. Allora, il primo è di una certa Elsie, che con la sorella e alcune amiche gestisce Red Velvet, un negozietto nel quale vorrei assolutamente lavorare.

Sometimes Sweet è scritto da Danielle, dolcissima, che con una certa regolarità posta foto con intervista di una qualche ragazza tatuata o spaccati di città in giro per il mondo (per lo più negli States, in effetti) raccontati da qualche ragazza e/o bella coppia. Ora che ha un bimbo piccolo spesso parla della maternità.

Questa sera per cena super macedonia con gelato vegan di una nuova linea della Coop (niente foto, sic!).

xoxo.
Milvia

Ritorno con il sole

Sono tornata.
Dopo un lungo periodo di assenza causa, nell’ ordine, trasloco, malanni di stagione, tanto lavoro e conseguente tanta stanchezza, mancanza di internet. E’ stato un mese, o forse di più?, strano perché non avere accesso ad internet al giorno d’oggi equivale ad un distacco dal mondo. Ma non dal NOSTRO mondo s’intende. Ho riacquisito il piacere, quasi ormai perduto, dell’ozio, del trascorrere le serate a leggere (ho divorato libri) e ascoltare musica. Distendersi e non pensare a nulla. Lasciare lontani da sé i milioni di input che internet ci lancia. Leggere solo se stessi. Riprendere contatto con quello che si ha dentro. È stato un po’ faticoso, all’inizio. Ma poi una volta abituatami quando il signor P. mi chiedeva se volevo usufruire della sua chiavica dichiavetta (scusate) gli rispondevo che no, stavo bene così. Ma ora il periodo di “disintossicazione” è terminato, yeeeeah! E ora qualche foto della nostra nuova casetta.

Qualche settimana fa il signor P. ed io siamo andati al Festival organizzato da Tizio, alias Bob Corn, Musica nelle Valli. La strada per raggiungerlo è quanto di più suggestivo la campagna ferrarese possa regalare.

Ieri poi sono tornata dal Beppe di Ink Addiction http://www.inkaddictiontattoo.com/ per tatuarmi (un regalo di matrimonio della mia amica Anastasia). È la Madonna di Guadalupe con la faccia di Domino, la nostra gatta. Work in progress, a settembre lo completerò con il colore. Ovviamente sono super contenta J

Questa settimana sarò finalmente in ferie. Per chi abita in zona Ferrara-Bologna-Rovigo-Ravenna venerdì 24 sarò con i miei dolci al Festival Summer Days http://www.facebook.com/event.php?eid=199073053448745 a Copparo (Fe). Ecco qui un assaggio.

A presto. Olè!